Per molti lavoratori italiani, la prospettiva di andare in pensione anticipatamente si avvicina con l’isopensione, strumento che permette di lasciare il lavoro con un anticipo massimo di sette anni. Con l’entrata in vigore delle nuove regole nel 2027, tuttavia, il panorama cambierà radicalmente. L’adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aumento della speranza di vita introduce nuove sfide e limita le opportunità per chi vuole sfruttare questa misura. Esploriamo insieme i dettagli e le implicazioni di queste modifiche.
Cos’è l’isopensione e come funziona
Introdotta nel 2013, l’isopensione offre ai dipendenti più vicini al pensionamento l’opzione di ritirarsi dal lavoro, sostenuti economicamente dall’azienda. Fino al 2026, è possibile richiedere un’uscita anticipata fino a sette anni; dal 2027, invece, questa finestra si ridurrà a quattro anni. Questo strumento è particolarmente utile per le aziende che cercano di gestire una transizione dolce per i loro dipendenti.
Chi può beneficiarne
Solo coloro che sono vicini al pensionamento, con un massimo di quattro anni alla pensione, possono accedere all’isopensione. Questo periodo di attesa si allunga a sette anni per coloro che rientrano nel regime transitorio che scade nel 2026. È fondamentale, tuttavia, che questa scelta venga effettuata su base volontaria e formalizzata attraverso accordi con le organizzazioni sindacali.
Come le aziende possono attivare l’isopensione
L’attivazione dell’isopensione non è universale e richiede che le aziende abbiano almeno 15 dipendenti. Inoltre, è necessario un accordo formale con i sindacati e con l’INPS per definire modalità e tempistiche. Questa misura è spesso utilizzata in contesti di riorganizzazione aziendale, permettendo ai lavoratori di uscire senza traumi.
Diritti e garanzie durante il periodo di isopensione
Durante l’isopensione, il lavoratore riceve un assegno mensile pari alla pensione maturata fino a quel momento. Inoltre, l’azienda continua a versare contributi figurativi, garantendo così una posizione assicurativa completa senza penalizzazioni future. Questa adesione è formalmente volontaria, ma spesso supportata da incentivi.
Cosa cambia dal 2027: le nuove sfide
A partire dal 2027, l’adeguamento dell’età pensionabile comporterà un aumento dei requisiti anagrafici, con un primo incremento di un mese e ulteriori adeguamenti previsti. In questo contesto, non saranno più autorizzati piani di esodo se la maturazione della pensione cade oltre il periodo massimo consentito, rendendo le richieste di isopensione più complesse.
Quando i piani di isopensione rischiano di saltare
Se l’età pensionabile supera i requisiti massimi previsti, le domande di isopensione verranno respinte. Ad esempio, un’azienda che intende accompagnare un lavoratore sessantenne dovrebbe fare attenzione che, a causa degli adeguamenti demografici, il diritto alla pensione non ecceda il limite temporale stabilito. In questi casi, sarà necessario rivedere i piani di uscita anticipata.
Strutture alternative per la pensione anticipata
Oltre all’isopensione, ci sono altre forme di accompagnamento finanziato dai datori di lavoro, come gli assegni straordinari dei Fondi di solidarietà, che possono offrire un anticipo fino a cinque anni. Queste alternative potrebbero diventare sempre più rilevanti, soprattutto in seguito ai cambiamenti previsti per il 2027.
Preservare i diritti pensionistici
È cruciale per i lavoratori e le aziende essere a conoscenza delle nuove norme e pianificare l’accesso alla pensione in maniera strategica. Le modifiche in arrivo pongono interrogativi su come salvaguardare i diritti pensionistici e gestire le aspettative in un contesto in continua evoluzione. Adattarsi rapidamente a queste trasformazioni diventa essenziale per minimizzare l’impatto sugli individui e le imprese.